
Apro le ante dell’armadio, dentro c’è uno scheletro.
Apro il torace dello scheletro, dentro c’è un armadio.
Apro le ante dell’armadio, dentro c’è un vecchio cappotto.
Apro il vecchio cappotto, all’interno c’è un taschino.
Guardo dentro al taschino, dentro c’è un orologio da taschino.
Apro l’orologio da taschino, dentro c’è mio nonno col cappello di paglia.
Guardo nel cappello di mio nonno, dentro c’è un cono gelato alla piazza del paese da bambino.
Mangio il gelato, resta solo il cono, ci guardo dentro.
In fondo al cono c’è una scarpata, dove caddi a otto anni.
In fondo alla scarpata ci sono i rovi, con cui cadendo mi sono ferito.
Dentro la ferita c’è il sangue di mia madre, che mi scorre nelle vene.
Dentro mia madre c’è una bimba che cresce.
Dentro la bimba c’è una domanda:
Perché non son mai nata?
Perché te ne sei andata?
Ricordi che portano indietro alla tenerezza persa , alla famiglia e quella sensazione di spensierata serenità. È tutto dentro di noi . La mamma il fulcro della vita. Bellissima
Ci vuole grande bravura, empatia, e un’anima bella nel riuscire a toccare determinati argomenti con una simile delicatezza. E Ivan è tutto questo. Un’altra bella persona che il NewBookClub mi ha permesso di conoscere.
Grazie a Ivan per quello che hai scritto, grazie nbc per averlo pubblicato. Racconto di una bellezza struggente.
Grazie di questo scritto prezioso 🌟 mi è piaciuto tanto❤️