
Volti è la rubrica del Newbookclub in cui i soci scriventi possono mostrare se stessi oltre la comunità, la scrittura e la lettura. Ogni edizione include una breve intervista e una raccolta fotografica, che catturano i tratti più intimi della persona intervistata, partendo da una chiacchierata informale e raccogliendo foto che parlano della sua quotidianità.

Oggi conosciamo un po’ Lily.
«Ho cominciato a leggere credo alle medie. Perché non lo so, mi faceva sentire intelligente probabilmente, se devo essere sincera. Anche se non leggo tantissimi libri, leggo molti più fumetti. Cosa di cui non si parla molto al Newbook! In realtà molte delle persone con cui parlo li leggono, per cui mi piacerebbe ci fossero più attività sui fumetti!»

«Vengo da anni di isolamento sociale, volevo ricominciare a socializzare, così ho cercato delle attività da fare per conoscere delle persone. Ho cominciato andando da “Parentesi letteraria” con i loro incontri il pomeriggio, e poi ho scoperto che c’era questa cosa – non ne avevo la minima idea – e quindi ho deciso di provare. Mi piace scrivere, leggere di fronte a una platea e ricevere i complimenti, mi fomenta l’ego che non è male per l’autostima. Principalmente ho provato per conoscere e mettermi alla prova da questo punto di vista. Sono orgogliosa d’averlo fatto perché è qualcosa di diverso, che magari anni fa non sarei stata capace di fare. Mi sono trovata in un ambiente confortevole e molto più queer di quanto mi aspettassi: la metà delle persone che vengono di solito sono queer e io sono tipo “Oh! Va bene!”».
«Prima leggevo solo fantasy, da due anni a questa parte ho iniziato con la narrativa bianca. Per ora mi sono appassionata agli storyteller della mitologia greca: la Miller, Saint… Per ora sto leggendo Elektra che mi sta piacendo un sacco: la guerra di Troia narrata dalle donne del mito. Mi piacciono molto anche le autobiografie: Amélie Nothomb è la mia autrice preferita. La Metafisica dei Tubi è il primo che ho letto, l’autobiografia dei suoi primi tre anni di vita».
«Sostengo di voler essere una scrittrice da quando andavo alle elementari. Alle medie mi sono fatta regalare una penna montblanc quando ho superato gli esami per il liceo. Però so che questa cosa è nata dal mio ego. Come tutte le persone che scrivono, immagino: la differenza tra i vari scrittori è che c’è chi lo ammette e chi no, ma sono tutti egocentrici. Uno dei motivi per cui mi piace molto la scrittura autobiografica, quella che più leggo, è perché io scrivo sola. Ho cominciato assiduamente a scrivere tre anni fa dopo essermi lasciata col mio ragazzo. Ho provato un enorme dolore e da quel momento – io facevo psicoterapia – ho cominciato a scrivere assiduamente per un anno: tutte le mie sedute di psicoterapia, ciò che mi succedeva, i miei pensieri, le mie emozioni. Ne avevo bisogno, perché sennò sarei del tutto crollata. Era una valvola di sfogo e un modo per conoscermi per me essenziale e al Newbooclub continuo a fare questa cosa, continuo a scrivere di me».

«Mi appassiona molto il make-up, tutto ciò che riguarda l’estetica. Il Newbook è anche il posto dove sfoggio i miei outfit – anche perché ho troppi vestiti, li dovrò pur mettere da qualche parte no? Non mi esibisco solo leggendo quello che scrivo ma anche sfoggiando i miei outfit orgogliosamente. Lo vivo come un palcoscenico, è un modo per dare qualcosa in pasto al mio ego in modo salutare. Ma il Newbook è uno spazio condiviso, quindi so che bisogna anche cedere agli altri, per cui è un modo per mettermi dei confini ma allo stesso tempo non chiudermi dentro una scatolina».

«Mi piace la cosmesi in generale. È qualcosa che studio: leggo i saggi di una divulgatrice scientifica, ho fatto un corso di make up professionale a Milano. Ho fatto qualche esperienza nel settore ma non mi sono mai impegnata abbastanza per inserirmi. Era anche un modo per scappare di casa e dai miei genitori: c’era una scuola di make up aperta da poco a Palermo ma ho detto ai miei che non c’era niente di simile qui, loro mi hanno creduta e sono andata un anno a Milano. È stato un periodo meno formativo di quanto mi aspettassi: anche se non erano più fisicamente con me, i miei genitori erano rimasti nella mia testa. Nella vita ho sempre pensato di scappare per cambiare le cose, e poi le cose che ho cambiato completamente le ho cambiate restando a casa mia».

«Non c’è una persona per cui mi piacerebbe leggere ma perché non ho purtroppo nella mia vita una persona abbastanza importante. E poi sì, mi imbarazzo ma chi se ne fotte dell’imbarazzo, non farei troppe cose se dovessi preoccuparmi dell’imbarazzo».
E voi? Quali sono le vostre passioni? Vi aspettiamo ai nostri incontri e alla prossima uscita di Volti per conoscerci meglio!
Se siete curiosi e creativi e volete saperne di più visitate i nostri profili social Instagram e Facebook!
Fantastica Lily! Autentica e irriverente,presenza che non puoi non notare,per gli outfit che sfoggia e per ciò che comunica. Sono contento di aver letto questo spezzato in cui si racconta,questo momento di sano egocentrismo. Grazie per questo spazio,ancora più prezioso per noi persone queer e per tutte quelle persone che sono spesso invisibilizzate.