
Cosa ne sarebbe di me se anziché Roberta mi avessero chiamato Celeste come voleva nonna?
Cosa ne sarebbe del colibrì se si chiamasse macigno e del macigno se si chiamasse colibrì?
La rosa conserverebbe davvero lo stesso profumo, cara Giulietta? Pensaci bene. Saresti davvero stata attratta da Romeo se il suo cognome non avesse svegliato in te l’urgenza trasgressiva adolescenziale? A me la puoi dire la verità: non lo amavi NONOSTANTE fosse Montecchi, ma proprio PERCHÉ Montecchi. Fidati, non saresti morta per un Kevin Esposito.
Il colibrì chiamato macigno non volerebbe, si sentirebbe oppresso dal peso che ha il nostro pensiero quando pensiamo “macigno”. Poi è buffo, no? È buffo come le parole che conosciamo bene, se scritte o pronunciate più volte, perdano il loro significato. E allora eccomi qui a riflettere se davvero “macigno” significhi qualcosa o se non sia più che altro un modo educato che usa il cigno per chiamare la madre del suo amichetto di scuola. “Ma-cigno mi scusi, c’è Filippo? Può uscire a giocare? Ah è a pesca con Pa-cigno? Va bene, grazie”.
Ma tornando alla rosa.
Come faccio ad essere sicura che il suo profumo che noi – oggi, qui, in questa specifica fase evolutiva umana – consideriamo piacevole, come faccio ad essere sicura che non sia stato condizionato dalla sensazione di romantica dolcezza che la nostra mente ha trasmesso alla rosa da che esiste?
Sì, certo Giulietta, hai ragione, forse sto diventando troppo antropocentrica. Il problema è che non siamo ancora in grado di sapere come le giraffe chiamino le foglie d’acacia di cui si nutrono, perché probabilmente, se lo scoprissimo, cominceremmo a mangiarle anche noi e poi via con le multinazionali di acacia solubile, di acacia detox, di acacia light senza lattosio e gluten free.
La verità è che adesso mi sto chiedendo: ma perché la giraffa non si chiama collana? Perché capelli e cappelli hanno una p di differenza e albero e Alberto una t? Perché se addolcisco il pensiero che ho della mia cucina, nella mia testa si compone il volto di mia cugina Martina?
Perché dico ti amo anziché ti canna da pesca?
Perché sono Roberta quando potrei essere Celeste? Mi sarebbe piaciuto essere Celeste come voleva nonna.
Perché?! E me lo chiedi?
È chiaro che Celeste è meno paranoica di Roberta…
… No?
È stato bello rileggere questo testo e, mano mano che lo facevo, riascoltare nella mia testa la tua voce mentre lo leggevi alla marina di Libri, cosi come ridere alla stessa maniera di quando all’improvviso è comparso Kevin Esposito. ❤️
Ma-Celeste magari non avrebbe scritto questo.. 🌺 Proprio bello leggerti, grazie