
Volti è la rubrica del Newbookclub in cui i soci scriventi possono mostrare se stessi oltre la comunità, la scrittura e la lettura. Ogni edizione include una breve intervista e una raccolta fotografica, che catturano i tratti più intimi della persona intervistata, partendo da una chiacchierata informale e raccogliendo foto che parlano della sua quotidianità.

Oggi conosciamo meglio Esther.
«Non scrivevo da molto tempo ma un giorno, non so perché ho raccontato al mio ragazzo Leo una cosa di molto tempo fa: un giorno quando ero piccola mi si è avvicinato un signore che mi ha dato una pietra e mi ha detto: “tu diventerai una scrittrice”. Ho raccontato questa cosa a Leo, gli ho detto che mi piaceva molto scrivere ma che non lo facevo da molto tempo. Lui ha scoperto il Newbookclub su Instagram e mi ha detto “Perché non vai?”. E io gli ho detto “Ma che vado a fare, non parlo italiano” ma lui ha insistito e mi sono detta Venga! (Coraggio!), ed è stato bellissimo, incredibile. La prima volta che sono venuta non parlavo bene l’italiano, ma ho conosciuto questa signora che è stata a Salamanca per tanto tempo che mi ha parlato in spagnolo, mi ha accolto molto bene ed è stato bellissimo».
«Sono di Sevilla come ho detto, Andalusia, anche se non mi piace molto la Spagna. Ho studiato filosofia e ho finito nel 2022. L’anno scorso prima di trasferirmi a Palermo facevo posacenere [fatti a mano] e li vendevo nei mercatini. Questo era il mio lavoro. Un giorno ho conosciuto un ragazzo di Palermo su Tinder e abbiamo deciso di venire a vivere a Palermo.
Ho pensato: Quando mai avrò un’altra possibilità di vivere a Palermo, in Sicilia?
Quando l’ho conosciuto non sapevo neanche dov’era Palermo. E poi ci siamo trasferiti qui. A Palermo lavoro come limpiadora, faccio pulizie per una famiglia. Lavoro tre giorni la settimana; è poco ma perfetto, lavoro poco como gasto poco (spendo poco).»

«Quando sono venuta qui conoscevo soltanto il mio ragazzo e i suoi amici e qua [al NBC] ho trovato uno spazio per me molto accogliente. Per me è una felicità enorme perché erano almeno quattro anni che non scrivevo prima di venire qua. Mi da molta ilusiòn, accoglienza e ilusiòn, che in spagnolo si usa come speranza o entusiasmo per il futuro. La cosa più bella che mi hanno detto nella vita è me das ilusiòn.»
«Da piccola non leggevo niente tranne Geronimo Stilton; lui e Tea Stilton, soprattutto, sua sorella.
Sono diventata snob per quanto riguarda la lettura a quattordici anni: ho letto Dostoevskij, Tolstoj, ero diventata una ragazza molto pedante. Ho iniziato a leggere grazie al mio professore di filosofia, che una volta ci ha raccomandato un libro che mi ha incantato e da qui mi sono innamorata della lettura e della filosofia. Dopo ovviamente mi sono iscritta in filosofia.
All’inizio dell’università ho cominciato a scrivere ma era tutto terribile: ho riletto quello che scrivevo, era tutto molto intrecciato, non aveva nessun senso. Scrivevo poesie bruttissime.»

«Quando è finita l’università è cominciato un periodo di tre anni di apatia gigantesca, non volevo fare niente. Poco a poco ho ricominciato a fare cose: a me è sempre piaciuto molto ballare, ho iniziato facendo flamenco e poi ho fatto pole dance, qui a Palermo ho ripreso flamenco. Ho anche ricominciato a scrivere un po’ ma non mi sentivo felice con quello che scrivevo. Mi sembrava tutto terribile, iniziavo e dopo lo lasciavo a metà. Ma da quando vengo al Newbookclub scrivo molto di più, sia con voi che a casa, e sono molto più contenta. Non solo è interessante scrivere in gruppo ma anche ascoltare. Ovviamente non scriverò come Dostoevskij, ma non so perché prima sentivo di dover essere brava come lui; ascoltare i racconti degli altri mi ha fatto sentire a mio agio con quello che scrivevo io, perché tutti gli altri fanno lo stesso. La cosa più bella è che non c’è giudizio in questo ambiente; a volte va bene scrivere qualcosa di brutto anche solo per divertirsi e nessuno ti giudica. Un ambiente pieno di gente, che non giudica: siamo tutti allo stesso livello, anche gli organizzatori.»
«Sono entrata nell’ambiente accademico e non mi è piaciuto. Il mio obiettivo è diventare insegnante, ma ho chiuso con l’ambiente universitario, è tutto il contrario del NBC; molto vecchio e rancido. Vorrei comunque diventare professoressa di filosofia, perché non è una materia con esami o test, puoi parlare della vita. Ripenso a quello che ha fatto il mio professore per me, che mi è servito molto, e io immagino di fare lo stesso per qualcun altro. Il lavoro in generale fa schifo, nessuno vuole lavorare, ma può essere confortante poter fare qualcosa di buono per i ragazzi, non mi sentirei così affaticata nel farlo. Non so se ho un sogno. È duro vivere senza sogni. Però penso anche che da piccola ho sempre voluto abitare un anno in Italia e ora vivo in Sicilia in una casa bellissima (senza lavatrice ma va bene): è una specie di sogno, perché no. Non ho grandi sogni, ma la vita che volevo già ce l’ho. I miei sogni sono piccole cose.»


«Sentirei molta vergogna a leggere davanti ai miei amici di Sevilla, non so perché. Sai che si dice che è molto più facile parlare con uno sconosciuto e raccontargli i problemi della tua vita? Ecco, per esempio, a Siviglia
non vado mai a mangiare sola, qua lo faccio tutto il tempo. A Siviglia non riesco perché sento vergogna ma qui sono molto più libera. Palermo, il Newbookclub, sono stati necessari per tutto questo.»
«Quello che ho visto succedere nella mia città e che comincio a vedere succedere a Palermo, e che può succedere a qualunque ambiente, è che diventi un’attrazione turistica. Ho paura che la comunità si disfaccia, che diventi un ambiente superficiale e meno familiare. A Siviglia la gente ha smesso di aderire a gruppi del genere perché sta lasciando la città, perché è diventata troppo turistica, e vedo che sta accadendo pure a Palermo. Ho paura che le persone che formano questa comunità se ne vadano da Palermo. Io ho questa idea che tutto in città si trasformi in qualcosa senza comunità, e la cosa più interessante del NBC è che forma comunità. È una cosa ideologicamente molto potente, questo non solo ti fa conoscere le persone ma te le fa conoscere in una maniera molto profonda: puoi andare a mangiare o bere con un amico, ma sentire quello che scrive insieme a te, quello che legge davanti a te è una cosa molto intima, è un sentimento di comunità molto forte. I miei amici se ne stanno andando da Siviglia: chi resta a vivere in un parco turistico? Qua piano piano sta succedendo lo stesso, ma qua siete molto più salvajes, Palermo ancora resiste. Per questo credo che cose come il NBC possano esistere qui; perché è come il resto del mondo però vent’anni prima, nel bene e nel male.»
E voi? Quali sono le vostre passioni? Vi aspettiamo ai nostri incontri e alla prossima uscita di Volti per conoscerci meglio!
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