
Veloce sa acchiana andiamo.
Dove pa?
Ammuní ti dissi.
Pa ma non c’è niente qua.
Zzzz sinti..ci su l’anciddruzzi ca cantanu
Qua ci viene a pascolare lu za peppi e da piccolo andavo con lui.
A te quest’aria ti fa bene. Respira.
Respira, respira.
Fallo forte che quest’aria ti entra nei polmoni e ti cura tutte cose.
Sempre ti ci dovrei portare qua che tu ne hai bisogno. Lu sinti che odore che fa la campagna? Ti piaci?
Ammuní
Ancora pa?
Tu a ascuntari a mia ca solo cose belle ti fazzu vidiri.
Talia chi c’è cca , tutte pecorelle
Zittiti che ora andiamo a prenderci il latte e la ricotta.
Io qua vengo la domenica mattina pi nun sentiri a nuddru capisti? E tu dovresti fare la stessa cosa. Vatinni e respira.
Papà
Gioia mia
ho fame…
E Ammuní ni lu zii maddí socchi ha tu aiu i!
Però devi correre appresso a me.
Vai veloce amuuuuní
Sono cresciuta qua in mezzo distese di grano, nel caldo rovente dell’estati passati a lavorare nei campi, ogni alba ammirata tra grappoli d’uva e padroni incazzati. Schiavi, ammuttamu.
Mamma che mi dice delicatamente di fare attenzione per non cadere giù dalla cassetta. Fai la brava che qua su tinti.
Respiro.
le notti estive nei campi tra amori folli e addii silenziosi.
Quindi parti via Sa?
Sì scusami.
Respiro.
Le chitarre che suonano, gli amici di sempre, il castello, si vedono le distese, la malinconia non mi abbandona mai.
Respiro.
Sai chi sei quando tutto questo ti risuona nelle vene e con papà ho respirato tutta l’aria della campagna per diventare chi sono oggi. Sono grano , terra e fuoco splendido splendente e io mi amo finalmente perché respirando , ho curato tutte cose.
Grazie papà.
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